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Provarci è bene, riuscirci è meglio
«Dottore - spiega Berlusconi
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 31 ottobre 2010
 - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri».
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 31/10/2010 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
che se ne vada!
post pubblicato in pensieri politici, il 28 ottobre 2010
Diamo per assodato che ognuno in casa propria fa un po' quello che gli pare, anche se in realtà così non è ma a qualcuno evidentemente lo si permette.
Qui però abbiamo un presidente del consiglio che mente alle forze dell'ordine per far commettere loro un reato, perché rilasciare un arrestato e cancellarne l'arresto, ebbene sì, è un reato.
In un paese in cui l'illegalità è così pervasiva, un presidente del consiglio dovrebbe mantenere un profilo ben più alto.

Il sospetto di favoreggiamento alla prostituzione di Mora, Fede e Minetti, lasciamolo da parte; lasciamo pure da parte questo "bunga bunga" e lasciamo perdere la gente, lasciatemi dire "gentaglia", che vi partecipa. Possiamo anche fottercene, anche se un Presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dimostrare più sobrietà.
Non vorremo fargli passare il mentire alle forze dell'ordine spero?!
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 28/10/2010 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
c'era una volta lo Stato di Diritto
post pubblicato in pensieri politici, il 6 marzo 2010
in cui la legge si scriveva prima e doveva essere rispettata, altrimenti eri un fuorilegge e ne subivi le conseguenze.
Poi siamo arrivati ad una nuova concezione di stato, innovativa, user frendly, dove la legge non è necessario che sia scritta prima o dopo, tanto la si può cambiare un po' come si vuole in base alle necessità della maggioranza al governo.
Del resto, la domanda principale che deve porsi il legislatore non deve essere "qual'è il miglior modo per ottenere il bene comune?" ma "come faccio a mantenere il potere?".

Quando i governi parlano di "stabilità" è questo che intendono, perché la stabilità non è condizione necessaria per fare il bene comune, in quanto è possibile che un pessimo governo duri più tempo di un buon governo, né è una condizione sufficiente, perché non è logicamente consequenziale, perché se un governo dura, non per forza opera per il bene comune.

Così ci troviamo ad avere leggi elettorali e sistemi partitici bloccati che impediscono il dibattito democratico, nonché provvedimenti legislativi ad hoc per salvare ora l'uno e ora l'altro degli amici dei potenti.

Il decreto di oggi è uno sputo in faccia alla democrazia, un atto di arroganza. La raccolta delle firme è sempre stata la condizione per presentare le liste elettorali, e con sempre non intendo dal 1945 in poi, perché persino nella Legge Comunale e Provinciale del Regio Decreto 1911 c'era.

Ora mi si vuol dire che tanto son tutte formalità, come il pagare le tasse o il costruire in modo illecito.

Tutto è condonabile, è lo Stato User Frendly. Peccato che sia amico solo di pochi.
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IO AMO LONGO
post pubblicato in pensieri politici, il 1 febbraio 2010
annuncio al grande pubblico che è in uscita il fotoromanzo della mia vita, composto da estimatori e pubblicato da mio zio, che fa il tipografo; certo, non è una casa editrice ma ognuno usa i mezzi che ha.
Rassegna fotografica dei migliori momenti della mia vita eroica, fatta di una lotta quotidiana contro il male e per la libertà, la prima foto mostrerà come con la sola forza del pensiero ed imponendo la sola mano sinistra ( notare che non sono mancino ) ho bloccato la parete di una casa che stava crollando in blocco unico sulla testa di un bambino.
Troverete inoltre le principali strette di mano : con il benzinaio, con un pensionato, con la sura (sciura) Teresa, cara anziana vicina di casa, e con il parroco del mio paese.
Questo ed altro ancora. Affrettatevi a prenotarlo! cosa aspettate?! Costa solo 9 e 90!

I primi 20 riceveranno anche la mia gigantografia in costume da bagno e panza al vento.
Imperdibile! 



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Dio disse Ministro, e Ministro Fu
post pubblicato in pensieri politici, il 31 gennaio 2010
La guerra non era ancora finita ma molte battaglie erano state vinte. Era finalmente arrivato il momento in cui il Re avrebbe concesso meriti e puniti i demeriti, con valutazione attenta e, soprattutto in mondovisione.
Si alzò dal suo trono, l'aula era gremita di cittadini giunti da tutte le province d'Italia, o almeno lo erano le prime file. Chi v'era racconta di commozione, di discorsi sentiti : abbiamo costruito di quà, siamo intervenuti di là, abbiamo creato questo e quello e quell'altro. Ora siamo di certo tutti più felici.
I fotografi, per convenzione, scattavano foto del Re solo dal basso in alto e le file del pubblico dalla 1° alla 3°; in queste infatti si trovavano i grandi generali d'armata, con occhio sempre attento e la biforcuta arma nella guaina. Alcuni, invero, furono ripresi in pose poco edificanti : occhi chiusi, testa reclinata in posizione "treno delle sei e mezza del mattino" e bava usata come pendolo per misurare l'angolo di inclinazione. Altri invece mentre si lanciavano in risa un po' scomposte, puntanti verso l'esagerato; ma si sa, la gente d'armi non sempre ha buoni costumi.
Intanto dal patio il Re parlava delle vittorie, lanciandosi in qualche battuta, ogni tanto sconcia o esagerata, ma si sa, i Re possono permettersi quello che il suddito è tenuto caldamente ad evitare.
Accusava i nemici, li scherniva, sapeva che l'ultimo atto non era ancora chiuso e cercava di dar forza alle truppe e ai sudditi, i quali lo applaudivano, urlavano, e pare ci sia stato qualcuno che si immolò per l'evento e qualcun altro che offrì le proprie figlie appena in fiore.
Il primo non fu guardato, il secondo ottenne i favori del re e le figlie qualche favore in più.
In quel clima di giubilo arrivò il grande annuncio.
C'era, fra i generali, tenenti, sergenti e colonnelli, uno fra loro che si distinse di più per valore e meriti ed il re, che è sempre un gran re, lo chiamò a sé.
Quell'uomo, s'alzò tutto d'un pezzo, forse a causa delle steccature per le ferite dell'ultima battaglia con l'ambiguo vicino oltreoceanico, in cui le prese non poco prima dal vicino, e poi dal re stesso, il quale con quell'ambiguo vicino sapeva bene di doverci convivere.
S'avvicinò quindi allo scranno reale, tenendo ben cura di mantenere la testa più in basso di quella coronata, cosa che richiedeva grandi abilità ginniche dato che il Re, seppur grandemente considerato dall'uomo, tale non fu dalla natura, che gli concesse ben pochi centimetri oltre al metro. Poi, in qualche modo, si inchinò.
Il Re si rialzò dal trono, lo guardò, afferrò la spada, la estrasse dalla guaina e disse : "per i grandi meriti conseguiti in questo periodo di servizio, io nomino te, SottoSegretario Bert Las de L'Aquila, Sir Ministro. Guadagnerai somme incredibili, godrai della piena impunità e sottostarai solo alla mia volontà. Nessuna legge, se non quella del mio desiderio, potrà toccarti e nessun uomo e nessun dio potrà toglierti ciò che io ti ho dato. Così io comando!". Poi, guardando verso le prime file : "e che ciò che ho detto sia scritto su tavole di pietra e spedito in tutte le case dei sudditi tramite posta celere, assieme ad un bonus bebé senza copertura finanziaria". 
"Ed ora alzati Ministro Bert Las de L'aquila!".
La commozione del Bert Las fu sì grande che non si chiese nemmeno che ministero gli volesse affidare ma non era importante, del resto non se lo chiese nemmeno la stampa, né gli altri, e forse nemmeno il Re stesso, il quale però è Re, e quindi è sempre un gran Re.
I sudditi ingiubilirono ancor di più il giubilo. L'applauso fu così commosso che le mani di alcuni piangevano, forse per il dolore, ed al clappettio s'aggiungevano cori calcistici e canzoni napoletane e festeggiamenti d'ogni genere, particolarità e grado. 
Lo Champagne scorreva a fiumi, rompeva gli argini e sommergeva le case vicine al teatro e tutti erano estasiati. Saltavano pesantemente e facero tremar la terra a tal punto che altre case vicine cominciarono a creparsi e persero pezzi d'intonaco. Poi si ruppero i vetri delle finestre ed infine qualcuno si ritrovò il vicino di sopra in mezzo ai loro piatti di spaghetti sugosi e fumanti, appena messi a tavola. I più golosi si mangiarono anche il vicino.
Dopo i festeggiamenti la stampa clandestina parlò di morti, devastazioni, alluvionati e persone sommerse dalle macerie. Poneva domande e voleva risposte. 
Non furono creduti. Chi credeva veniva tacciato di essere disfattista e condannato ad andare in giro con un ufficiale della censura che prima che questi aprisse bocca gli diceva "comunista", in modo tale che tutti i passanti avessero conoscenza dell'infamia prima di averne contatto. Questa punizione era chiamata "scarlattina", perché la fantasia, a quei tempi, era poca.
La stampa ufficiale invece riportava della grande felicità con cui i sudditi di tutto il regno accolsero la notizia, perché tutti erano contenti del loro re, che era pur sempre un gran re. 
E chi non lo era, si sa, in realtà era solo un'invenzione di qualche gruppo sovversivo che voleva cambiare lo status quo. Pazzi, Comunisti o addirittura Magistrati.
Fortunatamente erano la minoranza nel regno e il Re stava riuscendo a vincerli e i cittadini ne erano contenti, perché lo faceva il Re, che è sempre un gran Re.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 31/1/2010 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
la prima uscita di berlusconi
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 1 gennaio 2010
45 minuti al centro commerciale di Villasanta, finalmente ha capito come rilanciare l'economia.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 1/1/2010 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
l'aggressione a Berlusconi è tutta una montatura(?)
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 17 dicembre 2009
sul web comincia la contro-onda della dietrologia applicata, così, fra le tante, compare su youtube anche questo video che asserisce che l'aggressione sia una montatura :




Certo, prendono una ripresa e si fanno domande che puntano a dimostrare la loro tesi, senza pensare che vi sono altri video che mostrano chiaramente l'impatto, come questo :



Insomma, Berlusconi non piace nemmeno a me ma cerchiamo di andarci piano con le sciocchzze.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 17/12/2009 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Io Confesso, di Marco Travaglio (non me ne voglia se lo pubblico)
post pubblicato in pensieri politici, il 16 dicembre 2009
Questo è un pezzo di storia del giornalismo satirico!

Io confesso 
- di Marco Travaglio -

Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando.
Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come
dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci
anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunettaper dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso?Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti peraccusare
falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? 
Quel diavolo diPeter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un
corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.
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QUETO NON E' DI SINISTRA
post pubblicato in pensieri politici, il 13 dicembre 2009

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 13/12/2009 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lettere d'amore per Fini (dai suoi affezionatissimi del pdl)
post pubblicato in pensieri politici, il 2 dicembre 2009
«Va eliminato al più presto  è pagato dagli islamici per legalizzarli. E' come il cavallo di troia dentro la nostra politica e vuole far fuori Berlusconi per questo»

Avevo abbandonato il campo che c'era la frase : "è di certo una mossa della classe borghese per mantenere lo status quo" ma vedo che le stronzate evolvono molto più rapidamente dei concetti che gli stanno sotto.

Fortunatamente qualcuno coglie il segno e si è accordo che viviamo in una democrazia repubblicana liberale : «Fini ha detto cose ovvie - osserva Angelo – e le vostre reazioni sono il segno che ha detto la verità. Perché vi scandalizzate? Siete davvero una caserma e il re non può essere criticato».

Pochi, troppo pochi ... troppo troppo troppo pochi ...

Leggi un pò "spazio azzurro" .


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permalink | inviato da AndreaLongoni il 2/12/2009 alle 17:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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