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Provarci è bene, riuscirci è meglio
BUGIARDI E INFAMI
post pubblicato in IlConsigliere, il 23 dicembre 2010
PDL E LEGA SI SONO CONFERMATI PER QUELLO CHE SONO.

Hanno fatto passare la legge regionale che sottrae ai Comuni la proprietà delle reti idriche, faticosamente costruite nell'ultimo secolo con i soldi della cittadinanza.
In molti comuni della Lombardia era stato votato un Ordine del Giorno che chiedeva a Regione Lombardia di rinviare questa decisione in riferimento all'attesa dell'esito referendario, di una sentenza della Corte Costituzionale e di una possibile ( e poi avvenuta ) proroga della disciplina nazionale, in modo tale da avere un quadro normativo più chiaro e concreto.

Lega e PDL in Lombardia prima hanno rimandato il voto in attesa del Decreto Mille proroghe, poi non ne hanno rispettato il testo.

Questo è il comportamento VERGOGNOSO di chi si riempe la bocca di federalismo e poi governa senza dare il minimo credito alle richieste dei cittadini e degli Enti che più direttamente li rappresentano.

E' chiaro a questo punto chi sta dalla parte dell'Acqua Pubblica e del Federalismo e chi invece se ne fotte.

Noi del Partito Democratico, assieme ai cittadini, non ci fermeremo qui.


Andrea Longoni
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i simboli
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 19 settembre 2010
«Se me lo dice Bossi, rimuovo i simboli non domani, ma ieri» [ oramai il signor sindaco confonde il presente col passato, il passato con futuro e bossi con la mamma ]
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 19/9/2010 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Fuori i simboli leghisti dalla scuola pubblica ( Adro )
post pubblicato in pensieri politici, il 18 settembre 2010

Qui, gli interventi di Giuseppe Civati, Francesca Puglisi e Silvio Ferretti. Qua sopra, invece, il coro.

Qui, le immagini. Ma anche qui (e giovanni è molto più bravo di me).

Nel frattempo pare che la Gelmini abbia scritto al Sindaco di Adro.

P.s. Pare che Luigi Einaudi si riferisse al caso di Adro quando disse “Via il Prefetto!“.


Rubo a Marcello Saponaro http://www.marcellosaponaro.it/blog/

Spero non me ne voglia,

Andrea Longoni

P.S.

Il PD ha vinto, la gelmini ha ceduto e i simboli se ne andranno. Speriamo che i bimbi possano avere un ambiente più gioioso in cui imparare a crescere.

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Verdi paradossi
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 18 settembre 2010

il film "Barbarossa", voluto dalla lega e finanziato per 1 milione e 600 mila € con fondi pubblici, è stato girato in Romania perché servivano vasti spazi verdi e la Lombardia, grazie a lega e pdl, non ne ha più.

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 18/9/2010 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Le ragioni del sindaco di adro
post pubblicato in pensieri politici, il 16 settembre 2010
il sole delle alpi non è il simbolo della lega. E' vero, geneticamente non lo è; in realtà è un simbolo ricorrente in varie parti del mondo e prende diversi nomi : fra i quali "flower of life".
Solo poi è stato adottato dalla lega che gli ha affibiato quel nome e lo ha usato come simbolo.

Ma attenzione, ora vi do uno scoop che vi farà rabbrividire : l'Ulivo non è il simbolo del Partito Democratico.
Estrapolato dalla liturgia Cattolica della "Domenica delle Palme" è un segno di pace, quindi perché non disegnarlo sulle pareti di tutte le scuole pubbliche ? e sui banchi, e sulle vetrate e sulle sedie, e sulle cattedre, e nel cortiletto, e piantare un bell'ulivo in mezzo al prato.

Signor Sindaco di Adro, mavvaffanculova!
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I Giovani Padani della Brianza
post pubblicato in pensieri politici, il 16 settembre 2010
L'ho visto più volte e ogni volta inorridisco, ma la cosa che più mi dà fastidio è la frase che proferisce la ragazza al minuto 1:55: "Loro vogliono costruire qua le moschee. Se noi andiamo nei loro Paesi non possiamo costruire le chiese".
Un'affermazione di questo tipo cela una profonda ignoranza di fondo.
Dati alla mano: l'unico Paese musulmano che proibisce culti diversi a quello islamico è l'Arabia Saudita. In Marocco, per esempio, ci sono 3 cattedrali e 78 chiese, 32 cattedrali in Indonesia invece, 1 in Tunisia, 7 in Senegal, 5 in Egitto, 4 in Bosnia, 1 negli Emirati Arabi, 7 in Pakistan, 6 in Bangladesh e 4 cattedrali e 2 basiliche in Turchia (!).
Da quali Paesi proviene la maggior parte dei musulmani immigrati?
Su 1.200.000 islamici 497.000 sono marocchini, 400.000 sono albanesi e i restanti sono egiziani, tunisini, senegalesi e pakistani. Non pervenuti i sauditi, anche perché dall'Arabia è quasi impossibile emigrare. Insomma nei Paesi d'origine di quei musulmani che chiedono un luogo dove pregare i cristiani lo possono fare già da tempo. Chi sono gli incivili ora?

Si ringrazia Andrea Civati per il suo Prontuario

***Rubato a Marco Lamperti
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Sabato mattina manifestazione ad Adro
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 15 settembre 2010
Adro, sabato mattina: per la scuola e per la laicità delle istituzioni

Filippo da Coccaglio e Silvio da Adro mi invitano a partecipare alla manifestazione di sabato mattina nel Comune bresciano di Adro (dalle 9 alle 12). Ci andrò. E chiedo a tutti di fare lo stesso. Perché si promuova, in modo pacifico, quel che rimane della scuola pubblica. E della laicità delle istituzioni.

Seguo con qualche apprensione la riflessione sul Sole delle Alpi (è un simbolo dei celti, certo, anche il fascio littorio è un simbolo dei romani) e mi associo al titolo di apertura del Fatto di stamane: perché nessuno fa niente? Perché nessuno, oltre ai simboli, non ha nulla da dire rispetto al menu della mensa che discrimina accuratamente i bambini figli di altra cultura? Perché nessuno si rende conto che la scuola è di tutti o di nessuno?

Domande a cui cercheremo di dare risposta. Cogliendo l'occasione, però, per parlare di scuola e di laicità delle istituzioni. Perché, come diceva Matteo Renzi, ieri, in un'intervista alla Stampa, qui ci vuole la rivoluzione.

Pippo Civati
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la lega e l'occupazione dello spazio pubblico
post pubblicato in pensieri politici, il 14 settembre 2010

- La seguente l'ho scritta domenica 29 agosto


Egregio Signor Direttore,

Parlando con alcuni ragazzi Besanesi ho avuto modo di sapere che il gruppo locale dei giovani leghisti rivendicò la Piazza di Calò mettendovi una targhetta col nome della loro associazione per aver : pulito la fioriera, portato un cestino e segnalato due lampioni non funzionanti all’assessore ai lavori pubblici. Con una semplice battuta potrei dire che nel mio comune dovrebbero esserci più targhette che manifesti politici in campagna elettorale, data la grande partecipazione dei miei concittadini alla vita civica di Briosco. Non è tuttavia di battute che voglio trattare. Prendo però spunto da questa vicenda, ormai risolta, per fare un discorso più generale sull'utilizzo improprio degli spazi pubblici da parte della politica.

A nessuno si può negare la buona fede delle intenzioni, anzi! Sono convinto che il primo pensiero dell’azione politica vada sempre al “bene pubblico”. Solo la ricerca di questo, infatti, può essere il motore che spinge un giovane verso la cura del proprio territorio. Tuttavia non è la prima volta che assisto, leggo, sento o vedo che la lega “abusa” della propria forza politica nel nostro territorio per inserire i propri simboli all’interno dell’arredamento urbano. Si veda Missaglia, dove il “sole delle alpi” venne disegnato nel vialone in porfido che porta verso la Chiesa o si pensi alla scritta “padroni a casa nostra” che troneggia a Pontida, e ai tanti altri esempi che si possono trovare viaggiando per il nord della Nostra Lombardia. Mi chiedo quindi: una parte politica ha il diritto di rivendicare come proprio uno spazio solo perché in quel momento è maggioranza ? o lo ha perché ha agito, com’è suo dovere, per dare il proprio contributo alla cittadinanza ? Le piazze, le strade, i palazzi, le aiuole, i boschi, i fiumi non sono in realtà proprietà di chi in quei luoghi ha vissuto, vive e vivrà ?

Nessuno si offenda ma questo tipo di occupazione ha il sapore della pretesa totalitaria di chi dice : “questo posto è mio e le regole le faccio io”. Tuttavia, nella democrazia liberale, che ( pur con tutti i difetti del caso) ringrazio il cielo di avere, nessun partito politico ha la proprietà della cosa pubblica. Nessuno può averla! Al massimo può gestirla per un periodo molto lungo di tempo perché mantiene il consenso dei cittadini. Ma non la può possedere.

Se il PD vincesse a Missaglia dovremmo dunque far disegnare un ramo di Ulivo nel vialone ? O dovremmo far mettere la targhetta dei“Giovani Democratici”ogni qualvolta ci adoperiamo per il bene pubblico ? Francamente lo troverei fastidioso ed anche un po’ eccessivo.

Purtroppo però le cose stanno così. Purtroppo c’è una parte politica che non si pone domande sui propri limiti e magari nasconde questa svogliatezza dietro la parola“pragmatismo”. Peggio, schiva la riflessione, schifandola, come discussioni da “politica politicante”, da politica che non agisce. Ma sono le galline a correre anche dopo aver tagliato loro il collo.

Io però voglio invitare tutti a pensarci. La democrazia è un’istituzione fondata sulla limitazione del potere politico e, se in qualche versante è la legge stessa a prevederne il contenimento, per molti comportamenti dovrebbero essere i valori repubblicani e democratici a guidare le nostre azioni. A maggior ragione se quello a cui si punta è il bene della cittadinanza.

Noi per primi, giovani impegnati in politica, se vogliamo rafforzare e migliorare la nostra democrazia e la cura del nostro territorio, non possiamo e non dobbiamo dimenticare che ciò che è pubblico è di tutti e, dunque, di nessuna parte in particolare.

La ringrazio,

Longoni Andrea, Responsabile Prov. Enti Locali dei Giovani Democratici (PD) di Monza e Brianza e Consigliere Comunale a Briosco

Lettera inviata al Giornale di Carate

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 14/9/2010 alle 11:47 | Versione per la stampa
e pensare che c'è pure gente che li prende sul serio ...
post pubblicato in pensieri politici, il 22 luglio 2010

Noi, popoli della Padania convenuti sul grande fiume Podall'Emilia, dal Friuli, dalla Liguria, dalla Lombardia, dalle Marche,dal Piemonte, dalla Romagna, dal Sudtirol-Alto Adige, dalla Toscana,dal Trentino, dall'Umbria, dalla Valle d'Aosta, dal Veneto e dallaVenezia Giulia, riuniti oggi, 15 settembre 1996, in AssembleaCostituente affermiamo e dichiariamo:
Quando nel corso degli eventi umani diventa necessario per i Popolisciogliere i vincoli che li legano ad altri, costituirsi in Nazioneindipendente e sovrana ed assumere tra le nazioni della Terra il ruoloassegnato loro dal Diritto Naturale di Autodeterminazione, il rispettoche si deve all'opinione della Società Internazionale e dell'Umanitàintera richiede che essi dichiarino le ragioni che li hanno costrettialla separazione.
Da tempo immemorabile abitiamo, dissodiamo, lavoriamo, proteggiamo edamiamo queste terre, tramandateci dai nostri avi, attraversate edissetate dalle acque dei nostri grandi fiumi;
Qui abbiamo inventato un modo originale di vivere, di sviluppare learti e di lavorare;
Noi apparteniamo ad un'area storica, la Padania, che sotto il profilosocioeconomico è fortemente integrata al suo interno pur nellariconosciuta e rispettata diversità dei Popoli che la compongono;
Queste terre sono unite da legami tanto profondi quanto quelli dellestagioni che le governano, degli elementi che le plasmano, delle Gentiche le abitano;
Noi quindi formiamo una comunità naturale, culturale e socioeconomicafondata su un condiviso patrimonio di valori, di cultura, di storia esu omogenee condizioni sociali, morali ed economiche;
La Padania è il nostro orgoglio, la nostra grande risorsa e la nostraunica possibilità di esprimerci liberamente nella pienezza delle nostrenature individuali e del nostro sentire collettivo;
La storia dello Stato italiano è diventata, al contrario, storia dioppressione coloniale, di sfruttamento economico e di violenza morale;
Lo Stato italiano ha sistematicamente occupato nel tempo, attraverso ilsuo apparato burocratico, il sistema economico e sociale della Padania;
Lo Stato italiano ha sistematicamente annullato ogni forma di autonomiae di autogoverno dei nostri Comuni, delle nostre Province e dellenostre Regioni;
Lo Stato italiano ha compromesso la serenità delle generazioni futuredella Padania, dilapidando enormi risorse in politiche truffaldine ,assistenzialiste, clientelari e criminali che hanno portato la Padaniae l'Italia in una situazione fallimentare ormai irreversibile;
Lo Stato italiano ha costretto con l'inganno i Popoli della Padania asoggiacere al sistematico sfruttamento delle risorse economicofinanziarie prodotte dal lavoro quotidiano per sperperarle nei millerivoli dell'assistenzialismo clientelare e mafioso del Mezzogiorno;
Lo Stato italiano ha deliberatamente tentato di sopprimere le lingue ele identità dei Popoli della Padania attraverso la colonizzazione delsistema pubblico di istruzione;
Lo Stato italiano ha imposto ai Popoli della Padania l'applicazionedelle sue leggi inique attraverso una magistratura selezionata concriteri razzisti;
Lo Stato italiano ha cercato di dominare i Popoli della Padaniaaffidando compiti e funzioni di ordine pubblico e di sicurezza aprefetti e forze di polizia garanti del più odioso centralismocoloniale;
Lo Stato italiano ha espropriato i popoli della Padania del loro poterecostituente e si mostra sordo al grido di protesta che si alza semprepiù alto;
Per queste ragioni
Noi siamo intimamente convinti che ogni ulteriore permanenza dellaPadania all'interno dei confini dello Stato italiano significherebbelasciar spegnere lentamente ogni speranza di rinascita e annientarel'identità dei Popoli che la compongono:
Noi siamo consapevoli che la Padania libera ed indipendente diventeràil riferimento politico ed istituzionale per la costruzione dell'Europadelle Regioni e dei Popoli;
Noi siamo convinti che la Padania libera ed indipendente sapràgarantire un contributo decisivo alla cooperazione, alla tolleranza edalla pace tra i Popoli della Terra;
Noi oggi rappresentiamo, qui riuniti, l'ultima speranza che il regimecoloniale romano che opprime la Padania possa presto finire;
NOI, POPOLI DELLA PADANIA
Poiché il coraggio e la fede di chi ci ha preceduto nella lotta per lalibertà dei Popoli sono nostro retaggio e debbono indurci a farciirrevocabilmente carico del nostro destino;
Poiché vogliamo che i nostri atti siano guidati dal rispetto chedobbiamo a noi stessi, ai nostri avi ed ai nostri figli;
Poiché riconosciamo l'inalienabile potere sovrano di ogni Popolo adecidere liberamente con chi stare, come e da chi essere governato;
Poiché affermiamo il nostro diritto e la nostra volontà di assumere ipieni poteri di uno Stato, prelevare tutte le imposte, votare tutte leleggi, firmare tutti i trattati;
Poiché la Padania sarà tutti coloro, uomini e donne, che la abitano,difendono e la riconoscono, e poiché costoro siamo noi;
Poiché è infine giunta l'ora di avviare la grande impresa di farnascere questo nuovo Paese che noi battezziamo oggi con il nome Padania;
In nome e con l'autorità che ci deriva dal Diritto Naturale diAutodeterminazione e dalla nostra libera coscienza
Chiamando per voce delle nostre libere Istituzioni l'insegnamento diamore per la libertà e di coraggio dei Padri Padani a testimonedell'onestà delle nostre intenzioni

NOI, POPOLI DELLA PADANIA
solennemente proclamiamo:
LA PADANIA È UNA REPUBBLICA FEDERALE INDIPENDENTE E SOVRANA

A sostegno di ciò noi ci offriamo gli uni agli altri, ascambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacroonore.

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 22/7/2010 alle 18:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Caro Umberto Bossi
post pubblicato in pensieri politici, il 29 giugno 2010
ma sta Padania falla! ma falla però. Datti un termine, dì : la padania la faremo nei prossimi 6 anni, o 5, o quanti vuoi; Altrimenti è meglio che ti zittisci.
Non per motivi strani, se non perché quando sale berlusconi, vengono tolti i soldi agli enti ed autonomie locali, quindi su che base la vuoi fare questa padania ?
E ma si sà, la rivoluzione si fa sempre il giorno dopo.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 29/6/2010 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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