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Provarci è bene, riuscirci è meglio
Un altro passo, fino a cento, poi uno in più e un altro ancora
post pubblicato in pensieri politici, il 10 ottobre 2010
Ieri sera i Giovani Democratici e il Partito Democratico di Monza e Brianza hanno alzato la testa, le bandiere e le coscienze.
Una fiaccola è partita da Limbiate per giungere a Monza, in Piazza San Paolo, ed unirsi a centinaia di candele, centinaia di persone. La fiamma ha illuminato alcuni fra i luoghi simbolici del fenomeno mafioso in Brianza; l'impegno ha illuminato le nostre menti.
Negozi bruciati, commercianti ed artigiani obbligati a pagare il piz [Continua a leggere sul blog dei GiovaniDemocratici di Monza e Brianza]
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spot audio fiaccolata antimafia 9 ott 2009
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 4 ottobre 2010

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il TESTO E il LINK PER FIRMARE L'APPELLO DI LIBERA : "I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA"
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 1 dicembre 2009


Firma l'appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra


Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 1/12/2009 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
confesso che la canzone napoletana
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 25 novembre 2009
non l'ho mai gradita, questa poi la digerisco meno della peperonata ...
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 25/11/2009 alle 20:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Minacce di morte alla De Girolamo La deputata del Pdl: «Non ho paura»
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 15 novembre 2009

«A chi do fastidio? Non lo so. So per certo che continuerò per la mia strada»

Il portavoce della deputata e di tutto il Pdl del Sannio bloccato a Benevento da due uomini, uno era armato

Nunzia De Girolamo
Nunzia De Girolamo
MILANO - «Dì a quella che se non la smette la uccidiamo come pure a quel Colasanto». Sono queste le minacce di morte e gli insulti, indirizzati in dialetto, al deputato Pdl e coordinatrice provinciale di Benevento, Nunzia De Girolamo ed al consigliere regionale e direttore editoriale de Il Sannio Quotidiano, Luca Colasanto. A rivolgerle due uomini (uno dei quali armato di pistola) che venerdì sera, a bordo di una moto, hanno bloccato e minacciato il giornalista Luigi Barone, portavoce del Pdl sannita, riferendo i messaggi contro i due esponenti politici. Barone era alla guida dell'auto del padre, una Bmw, ed è stato raggiunto dai due in via dei Mulini a Benevento. I due sconosciuti, che avevano il capo coperto dal casco, hanno inveito contro il portavoce minacciando di morte sia De Girolamo che Colasanto. Sull'accaduto, denunciato ai carabinieri, il prefetto di Benevento, Michele Mazza, ha convocato sabato mattina il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.

«CONTINUO PER LA MIA STRADA» - «A chi do fastidio? Non lo so. So per certo che continuerò per la mia strada e non mi lascio intimidire continuando nella mia battaglia per la legalità» è stato il commento della De Girolamo, che è anche coordinatrice provinciale del Pdl. «Sono amareggiata - ha aggiunto - perché nella vicenda è stato coinvolto un giovane di trenta anni (il giornalista Luigi Barone, portavoce del Pdl sannita, ndr) da anni impegnato in politica come militante».


Corriere della Sera

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