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Provarci è bene, riuscirci è meglio
BUGIARDI E INFAMI
post pubblicato in IlConsigliere, il 23 dicembre 2010
PDL E LEGA SI SONO CONFERMATI PER QUELLO CHE SONO.

Hanno fatto passare la legge regionale che sottrae ai Comuni la proprietà delle reti idriche, faticosamente costruite nell'ultimo secolo con i soldi della cittadinanza.
In molti comuni della Lombardia era stato votato un Ordine del Giorno che chiedeva a Regione Lombardia di rinviare questa decisione in riferimento all'attesa dell'esito referendario, di una sentenza della Corte Costituzionale e di una possibile ( e poi avvenuta ) proroga della disciplina nazionale, in modo tale da avere un quadro normativo più chiaro e concreto.

Lega e PDL in Lombardia prima hanno rimandato il voto in attesa del Decreto Mille proroghe, poi non ne hanno rispettato il testo.

Questo è il comportamento VERGOGNOSO di chi si riempe la bocca di federalismo e poi governa senza dare il minimo credito alle richieste dei cittadini e degli Enti che più direttamente li rappresentano.

E' chiaro a questo punto chi sta dalla parte dell'Acqua Pubblica e del Federalismo e chi invece se ne fotte.

Noi del Partito Democratico, assieme ai cittadini, non ci fermeremo qui.


Andrea Longoni
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Fini disegna
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 26 luglio 2010
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 26/7/2010 alle 19:39 | Versione per la stampa
eccolo qui il condono! salutiamo il paesaggio
post pubblicato in pensieri politici, il 21 giugno 2010
ci mancava proprio un bel condono edilizio, su questa bella torta di mucca che è la finanziaria, mancava giusto una bacca avvelenata per dar colore. 
Ancora più cemento sulle nostre verdi colline. Il principio dovrebbe essere : Costruisci una casa abusiva ? E io ti faccio pagare la demolizione; invece, così, ci sarà chi potrà pagare il diritto di distruggerci il territorio.

Ma l'assalto all'ambiente di questi geniacci del pdl ha una faccia ancora più terribile, proprio perché più nascosta. Senza voler entrare in tecnicismi, il bilancio degli enti locali ha 3 tipi di entrate :

- Tributi
- Conferimenti da Stato e Regione
- Oneri di Urbanizzazione

( il discorso sarebbe più complesso ma la taglio corta )

Per quel che riguarda i tributi, prima c'erano l'ICI e l'addizionale Comunale IRPEF. L'ICI cominciò ad essere eliminata da Prodi per le famiglie con redditi bassi, mr b e tremonti l'hanno eliminata del tutto senza compensare questa entrata. L'addizionale IRPEF è ancora presente, però i comuni non possono più aumentarla.
Bene! dirà il contribuente ... io vi rispondo, sì, sarebbe bene se i comuni avessero comunque i soldi per portare avanti i servizi, che altrimenti il contribuente deve pagarsi da sé, il che genererebbe casi in cui chi ha di più può permettersi più servizi e chi ha di meno rischia di non poterne godere.
Quei soldi dovrebbero a questo punto arrivare dai trasferimenti dello stato e della regione, trasferimenti che non arrivano.
Ultimo modo, e fonte del problema, è che i comuni possono sopperire sino al 75% delle spese correnti ( che sono tutte quelle spese che si ripetono nel corso dell'anno, come gli stipendi dei dipendenti o i contributi alle famiglie povere ..etcetcetc... ) attraverso gli "oneri di urbanizzazione", che sono una somma pagata da chi costruisce case, stabilimenti ( etc ) al Comune.
Teoricamente questi oneri dovrebbero servire per garantire serivizi quali : strade, allacciamenti a luce, gas, fogna ... in realtà è stato reso possibile che questi oneri vengano utilizzati per coprire le spese correnti.

Risultato ? i Comuni sono obbligati a fare dei "piani di governo del territorio" ( il provvedimento in cui si stabilisce dove, come, cosa e quanto si può costruire ) più generosi possibili al fine di mantenere dei servizi decenti per la cittadinanza. E il verde scompare.

Perché tutto questo ? se fate ua ricerca, scoprirete che questo giro arriva dal mitico "patto europeo di stabilità e crescita" e che tutte queste misure sono metodi per diminuire la spesa pubblica. In realtà, se si va bene a leggere e si conosce un po' la materia, si scopre che è una balla, perché in questo modo non si riducono realmente le spese, infatti il debito pubblico dell'Italia è aumentato di 50 milioni questo anno.

Al sig tremonti chiedo una cortesia : se ne vada, lo chiedo per favore, perché non se ne può più.
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Art 41 Cost ... cosa si dovrebbe cambiare ?
post pubblicato in pensieri politici, il 8 giugno 2010

"L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali." 

Perché Tremonti vorrebbe cambiare questo articolo ?

- l'iniziativa economica privata non dovrebbe essere libera ?

- l'attività economica privata deve potersi svolgere contro l'utilità sociale o recando danno alla sicurezza, libertà e/o dignità umana ?

- la legge non deve prevedere programmi e controlli opportuni affinché non accada quanto al punto sopra ?

L'unico comma che si può dire che calchi un po' la mano, rispetto alla teoria ultraliberista ( di cui Tremonti per altro dice di non essere più affiliato ), è l'ultimo ma l'interpretabilità di questo articolo è così alta che la politica può scegliere di non porre in essere nessun programma e controllo, se ritiene che la loro assenza possano meglio garantire la libertà d'impresa, l'utilità sociale, la sicurezza, la libertà e la dignità umana. 

Negli USA i repubblicani di Bush lo hanno fatto, diminuendo il controllo sulla finanza e sull'ambiente, i risultati sono lo scoppio della bolla speculativa e la strage ambientale della bp.

Comunque lo stesso Smith parla di utilità sociale dell'impresa, nel senso che genera ricchezza e contribuisce ad espanderla.

...mah ... per me Tremonti non l'ha letto o, se lo ha letto, non lo ha capito ...

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 8/6/2010 alle 23:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Urgente! Se non agisco esplodo! ( Rubato da una nota su facebook )
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 25 maggio 2010
Questo è il titolo del messaggio che mi ha inviato non molte ore fa un amico.
Ve lo copio, non c'è molto da aggiungere.

Ciao Monica,
come stai?
scusa se ti approccio in questo modo "violento"..ma ho sotto gli occhi un'ingiustizia enorme e non posso stare zitto.
Ho pensato a te che sei attiva nel PD e magari puoi segnalare questa cosa a qualcuno.
Hai mai sentito parlare di Davide Giacalone?
E' un "uomo" di Brunetta, il quale, nel gennaio scorso, ha tentato di nominarlo direttore al DigitPA. Nomina respinta in Senato poichè il Sig. (dico signor perchè il Giaca NON è neanche laureato) Giacalone è stato condannato per truffa e corruzione durante l'inchiesta mani pulite.
Ebbene, Brunetta ci ha riprovato ed è riuscito a piazzarlo all'Agenzia Nazionale per l'Innovazione.
Come sai io lavoro con la Commissione Europea e collaboro, per molti progetti con tale Agenzia Nazionale (di fatto ancora una scatola vuota).
Ora: al giorno d'oggi, se hai una laurea, un PhD, un master, sei preparatissimo, fai il ricercatore, il massimo che puoi rimediare è uno stage. mentre come presidente dell'agenzia nazionale per l'INNOVAZIONE viene nominato questo corrotto, ignorante, che non ha mai fatto nulla nel campo della ricerca!
Nel gennaio scorso i giornali parlarono della "mancata nomina", ora sta passando tutto sotto silenzio!
Non dobbiamo permetterlo. Puoi darmi una mano?
Un caro saluto,
(firma)
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c'era una volta lo Stato di Diritto
post pubblicato in pensieri politici, il 6 marzo 2010
in cui la legge si scriveva prima e doveva essere rispettata, altrimenti eri un fuorilegge e ne subivi le conseguenze.
Poi siamo arrivati ad una nuova concezione di stato, innovativa, user frendly, dove la legge non è necessario che sia scritta prima o dopo, tanto la si può cambiare un po' come si vuole in base alle necessità della maggioranza al governo.
Del resto, la domanda principale che deve porsi il legislatore non deve essere "qual'è il miglior modo per ottenere il bene comune?" ma "come faccio a mantenere il potere?".

Quando i governi parlano di "stabilità" è questo che intendono, perché la stabilità non è condizione necessaria per fare il bene comune, in quanto è possibile che un pessimo governo duri più tempo di un buon governo, né è una condizione sufficiente, perché non è logicamente consequenziale, perché se un governo dura, non per forza opera per il bene comune.

Così ci troviamo ad avere leggi elettorali e sistemi partitici bloccati che impediscono il dibattito democratico, nonché provvedimenti legislativi ad hoc per salvare ora l'uno e ora l'altro degli amici dei potenti.

Il decreto di oggi è uno sputo in faccia alla democrazia, un atto di arroganza. La raccolta delle firme è sempre stata la condizione per presentare le liste elettorali, e con sempre non intendo dal 1945 in poi, perché persino nella Legge Comunale e Provinciale del Regio Decreto 1911 c'era.

Ora mi si vuol dire che tanto son tutte formalità, come il pagare le tasse o il costruire in modo illecito.

Tutto è condonabile, è lo Stato User Frendly. Peccato che sia amico solo di pochi.
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DL ENTI LOCALI – ANCORA VOTO DI FIDUCIA
post pubblicato in Partito Democratico, il 5 marzo 2010

DL ENTI LOCALI – ANCORA VOTO DI FIDUCIA

I cittadini devono sapere che questo provvedimento non era assolutamente urgente, se non il fatto che a venti giorni dal voto, mentre i cittadini assistono al caos per la presentazione delle liste nel totale disprezzo delle regole, ancora una volta si decide a Roma, quanti debbano essere gli assessori e i consiglieri dei comuni e delle province, l’abolizione dei difensori civici, la soppressione degli ATO, (Autorita' di ambito territoriale). Il tutto, lasciando nella più totale incertezza normativa su come garantire servizi essenziali per la vita delle comunità locali. Tutto questo senza il confronto e senza i trasferimenti dovuti.

Qual è la logica di tutto questo? I conti pubblici? I costi della politica? Intanto il deficit continua ad aumentare soprattutto a livello centrale, ma invece di ridurre il numero dei parlamentari e fare la riforma elettorale, sulle quali come PD insistiamo da tempo, nulla di tutto questo, anzi in questi giorni sono stati nominati 4 nuovi sottosegretari mentre ai comuni si taglia e i risparmi non vengono lasciati sul territorio.

Trattati tutti uguali, virtuosi e non, la verità  è, che ancora una volta ci troviamo di fronte ad un provvedimento che va nella direzione esattamente opposta al tanto sbandierato federalismo della Lega, e ancora una volta ci sono grossi regali per Roma e altre grandi città, compresi anche comuni sciolti per mafia. Una beffa inaccettabile, visto che si impedisce ai sindaci, anche a quelli che dispongono di risorse economiche, con i bilanci in attivo, di pagare i fornitori, di fare opere importanti, di fare manutenzione straordinaria ecc, di poter aiutare i tanti lavoratori che perdono il lavoro e le loro famiglie, gli artigiani, i piccoli imprenditori, gli anziani e i giovani sono in difficoltà e poter mantenere efficienti i servizi ai cittadini. Calano i redditi, aumentano le tariffe, il lavoro è a rischio e i mutui pesano ma per questo Governo le priorità sono altre!

I sindaci lasciati sempre più soli, da una lega che riempie le piazze dei paesi, con le tende e i gazebo, ma a Roma, se ne sta comodamente seduta nelle stanze dei bottoni, senza premerne uno che serva a migliorare la vita in periferia, purtroppo questa è la cruda realtà, ed è ora che i cittadini siano messi in condizione di valutare il comportamento e le coerenze di tutti, soprattutto di chi governa.

Dunque, ancora una fiducia perché la barca traballa, un voto di fiducia tutto politico, sbagliato e controproducente, contro i territori e i cittadini, una fiducia per nulla necessaria ed obbligata perché questo decreto-legge non scade oggi ma il 26 marzo.

On. Lucia Codurelli


Personalmente aggiungo che il taglio delle "poltrone" negli enti locali è una fesseria. Di fatto vorrebbe dire avere 1 o 2 assessori in meno e 4 consiglieri comunali in meno, che forse nei comuni grandi non crea problemi ma nei comuni piccoli è un casino. Inoltre, se vogliono tagliare mi chiedo perché lo facciano con gente come me che prende 120 € all'anno per fare il consigliere, anziché farlo sugli stipendi dei consiglieri regionali, parlamentari e dei ministri. Mistero della Fede. Del resto si sa, chi va a Roma, impara a star seduto.

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l'aggiramento dell'art. 18
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 3 marzo 2010
già, la destra codarda non attacca più. Aggira! Stanno approvando una norma che prevede che le controversie fra datore di lavoro e lavoratore potranno essere risolte da un arbitro in alternativa al giudice. E che cambia? si chiederà qualcuno. Semplice, il Giudice giudica secondo giustizia, l'arbitro secondo equità, ovvero "secondo la sua concezione di equità e non secondo la legge".

E dove sta il problema ? 

Oggi come oggi abbiamo una legge molto garantista per il lavoratore, pensata apposta per dare delle garanzie che parificassero la condizione di relazione della parte forte del rapporto, ovvero il datore di lavoro, con la parte debole, il lavoratore, tali che un datore non può richiedere al lavoratore ( se non in casi particolari ) mansioni da quelle previste. Non solo. La forza data dall'art. 18 al lavoratore serve anche per rivendicazioni quali : il non essere spiati, le pause, il diritto di rifiutarsi di fare straordinari, il diritto di scioperare .... e via dicendo. Tutti diritti che, nel caso in cui si procedesse con l'arbitrato, potrebbero essere messi a repentaglio.

Il lavoratore non ha infatti gli stessi mezzi materiali per difendersi contro un datore di lavoro. Non pensate per questo alla piccola azienda, cui l'art 18 non è infatti applicato, quanto alle multinazionali o alle grosse aziende, o anche ai supermercati.

Quale possibilità ha un lavoratore di avere pari mezzi del suo datore di lavoro ? immaginatevi un bel Sig. Rossi contro CocaCola, o Sig.ra Pizzulli contro IBM, o, perché no, la Il Sig. Bianchi contro McDonald.

Insomma, è un grave attacco ai diritti dei lavoratori che per questo torneranno ad essere una parte (ancora più) debole del rapporto di lavoro e dovranno tornare a fare quello che dice il "padrone"(perché a quel punto diventa un padrone) al posto di quello che c'è scritto sul contratto di lavoro con i quali si è stati assunti e per i quali si è pagati.

Ad oggi dell'art 18 non godono i lavoratori con contratti a termine, infatti vengono pagati di meno, lavorano di più, vengono licenziati più spesso. Hanno una vita precaria.

Alle destre del pdl e della lega chiederei perché non hanno il coraggio di riparlare di abolizione dell'art 18, ma non dopo le elezioni regionali, oggi, al posto di provare ad aggirarla prendendo in giro i lavoratori.


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per un pugno di firme
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 3 marzo 2010
non avrei voluto infierire ma proprio non ci riesco, sì, sono un brutto e cattivo comunista ma qui si sta arrivando al delirio. Un presidente del Senato che dice "lasciamo perdere la forma, guardiamo la sostanza".
.... ma se qualcuno di voi sale senza biglietto sul treno, o col biglietto non obliterato, mica si becca la multa ?
Voglio dire, non è che non era stato detto prima, anzi, chi fa politica conosce bene la prassi. Soprattutto le regole son regole, non si capisce per quale motivo c'è qualcuno che pensi che vi sia chi può non rispettarle senza pagarne le conseguenze.

Io stesso ho raccolto le firme e non mi sembra una cosa così complicata. Si prende il modulo con il contrassegno del partito e con indicati i nomi dei candidati, ci si veste, si esce di casa, si bussa a qualche porta e si chiede alle persone se vogliono firmare.
A quel punto si prende nome, cognome, numero di carta d'identità o della patente e la firma.
Dopodiché si fa la richiesta al Sindaco di poter vidimare le firme e la si manda all'ufficio protocollo. Infine si compila il modulo con data, nome e cognome del vidimante, firma e si porta all'ufficio anagrafe dove il funzionario controlla se le persone di cui si è presa la firma abitano effettivamente nel territorio; se così è, mette un timbro e fa una firma.

Sì, è una rottura di balle ma vi pare complesso ? 

Era meglio il panino, come scusa reggeva di più.

Dopo di che, intendiamoci, mi spiace perché questo è un colpo gobbo per le elezioni e soprattutto per il principio di rappresentatività ma che cazzo, se la prendano con chi non ha rispettato le regole, non con le regole o con chi pretende che siano rispettate.
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il Panino Democratico e la Rivincita del Mortadella
post pubblicato in pensieri politici, il 28 febbraio 2010

All'imperitura memoria di Renata Polverini, cui fu segata la poltrona a causa di un panino


Di commenti ne han fatti tanti, non infierisco.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 28/2/2010 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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