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Provarci è bene, riuscirci è meglio
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post pubblicato in diario, il 28 dicembre 2010
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 28/12/2010 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Stone Sour - Through Glass
post pubblicato in diario, il 16 ottobre 2010

I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
Oh God, it feels like forever
But no one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

‘Cuz I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
All I know is that it feels like forever
No one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

How do you feel? That is the question
But I forget, you don’t expect an easy answer
When something like a soul becomes
Initialized and folded up like paper dolls and little notes
You can’t expect a bit of hopes
So while you’re outside looking in
Describing what you see
Remember what you’re staring at is me

‘Cuz I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
All I know is that it feels like forever
No one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

How much is real? So much to question
An epidemic of the mannequins
Contaminating everything
When thought came from the heart
It never did right from the start
Just listen to the noises
(Null and void instead of voices)
Before you tell yourself it’s just a different scene
Remember it’s just different from what you’ve seen

I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
And all I know is that it feels like forever
No one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

‘Cuz I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
All I know is that it feels like forever
No one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

And it’s the stars, the stars
That shine for you
And it’s the stars, the stars
That lie to you, yeah

And it’s the stars, the stars
That shine for you
And it’s the stars, the stars
That lie to you, yeah

I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
Oh God, it feels like forever
But no one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

‘Cuz I’m looking at you through the glass
Don’t know how much time has passed
All I know is that it feels like forever
But no one ever tells you that forever
Feels like home, sitting all alone inside your head

And it’s the stars, the stars
That shine for you, yeah
And it’s the stars, the stars
That lie to you, yeah

And it’s the stars, the stars
That shine for you, yeah
And it’s the stars, the stars
That lie to you, yeah

Oh, and the stars
Oh, and the stars they lie

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 16/10/2010 alle 1:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
risposta alla risposta di Alessio Siro Campi
post pubblicato in diario, il 21 agosto 2010
@Ale 

perfetto, siamo totalmente d'accordo sul merito, il castello non dovrebbe esistere.
Il problema è che la chiesa Cattolica cerca di essere, o dice di essere, un castello. Per questo vi fu lo scisma d'occidente, perché si predica la divisione fra clero e non clero e non si accetta la messa in discussione dei principi e delle teorie espresse nella "dottrina" e nel "catechismo".

Esistono varie anime e vari modi di intendere la religiosità ( basta pensare a Bertone e Tettamanzi, o anche al grande Cardinal Martini ). Il problema è che in realtà non potrebbero esistere : se il Papa dice che il preservativo non va bene, il preservativo non può andare bene a nessun cattolico.

Insomma, o si prende il pacchetto completo o non si può far parte della struttura della chiesa cattolica, a meno che non si accetti di essere un pessimo cattolico ma allora non capirei perché aderire a quella chiesa. 

Anche se la coscienza individuale ( quella vera, ragionata, non tesa alla giustificazione ma all'autocritica e, soprattutto, non accomodante ) riconosce alcuni comportamenti come giusti, o quantomeno non peccaminosi, questo non è sufficiente per definirsi cattolici. La morale della chiesa è eteronoma ed imposta, acritica e non ragionata. Il fedele deve assumerla ed agire di conseguenza. Il "cattolico adulto" in realtà non può esistere.

Questo ovviamente crea dei problemi, perché come struttura teorica può funzionare ma nella pratica vi è sempre lo "eterodosso", ovvero chi si definisce "cattolico adulto", "cattolico ma ..." . Il punto è che in realtà la Chiesa non può prevedere l'alternativa, oppure accetta che non esistono differenze fra clero e non clero e che non esistono "segreti" né "medium" fra Dio e uomo.

La mia non è una critica né alla chiesa cattolica, né al cattolicesimo, né tantomeno ai cattolici; 
E' solo il motivo per cui io non posso considerarmi cattolico. Per me l'etica vive nel risultato, non nella premessa all'azione, e già per questo sarei un eretico.

Il fondamento della cristianità, poi , a parer mio vive nella ricerca di Dio, e dunque dell'etica, e dunque nel dubbio. 
La fede non può essere fede nella chiesa, deve essere fede in Dio. La Fede in Dio permette di Credere e dunque di cercarlo. Avere fede nella chiesa significa invece accettare passivamente la dottrina ed il catechismo.

Nulla in contrario ma non è la mia strada ;)


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permalink | inviato da AndreaLongoni il 21/8/2010 alle 11:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Oltre al Ponte
post pubblicato in diario, il 16 agosto 2010
O ragazza dalle guance di pesca,
O ragazza dalle guance d'aurora,
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all'età che tu hai ora.
Coprifuoco: la truppa tedesca
La città dominava. Siam pronti.
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.

Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l'oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l'armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Non è detto che fossimo santi, 
L'eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L'avvenire d'un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c'eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d'allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell'aurora.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore. 

Testo di Italo Calvino


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When i'm gone, Eminem
post pubblicato in diario, il 12 agosto 2010


[Introduction]

Yeah...
It's my life...
My own words I guess...

[Verse 1]
Have you ever loved someone so much, you'd give an arm for?
Not the expression, no, literally give an arm for?
When they know they're your heart
And you know you were their armour
And you will destroy anyone who would try to harm 'her
But what happens when karma, turns right around and bites you?
And everything you stand for, turns on you to spite you?
What happens when you become the main source of her pain?
"Daddy look what I made", Dad's gotta go catch a plane
"Daddy where's Mommy? I can't find Mommy where is she?"
I don't know go play Hailie, baby, your Daddy's busy
Daddy's writing a song, this song ain't gonna write itself
I'll give you one underdog then you gotta swing by yourself
Then turn right around in that song and tell her you love her
And put hands on her mother, who's a spitting image of her
That's Slim Shady, yeah baby, Slim Shady's crazy
Shady made me, but tonight Shady's rocka-by-baby...

[Chorus]
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel my pain
Just smile back
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel no pain
Just smile back...

[Verse 2]
I keep having this dream, I'm pushin' Hailie on the swing
She keeps screaming, she don't want me to sing
"You're making Mommy cry, why? Why is Mommy crying?"
Baby, Daddy ain't leaving no more, "Daddy you're lying
"You always say that, you always say this is the last time
"But you ain't leaving no more, Daddy you're mine"
She's piling boxes in front of the door trying to block it
"Daddy please, Daddy don't leave, Daddy - no stop it!"
Goes in her pocket, pulls out a tiny necklace locket
It's got a picture, "this'll keep you safe Daddy, take it withcha'"
I look up, it's just me standing in the mirror
These fuckin' walls must be talking, cuz man I can hear 'em
They're saying "You've got one more chance to do right" - and it's tonight
Now go out there and show that you love 'em before it's too late
And just as I go to walk out of my bedroom door
It's turns to a stage, they're gone, and this spotlight is on
And I'm singing...

[Chorus]
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel my pain
Just smile back
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel no pain
Just smile back...

[Verse 3]
Sixty thousand people, all jumping out their seat
The curtain closes, they're throwing roses at my feet
I take a bow and thank you all for coming out
They're screaming so loud, I take one last look at the crowd
I glance down, I don't believe what I'm seeing
"Daddy it's me, help Mommy, her wrists are bleeding,"
But baby we're in Sweden, how did you get to Sweden?
"I followed you Daddy, you told me that you weren't leavin'
"You lied to me Dad, and now you make Mommy sad
"And I bought you this coin, it says 'Number One Dad'
"That's all I wanted, I just want to give you this coin
"I get the point - fine, me and Mommy are going"
But baby wait, "it's too late Dad, you made the choice
"Now go out there and show 'em that you love 'em more than us"
That's what they want, they want you Marshall, they keep.. screamin' your name
It's no wonder you can't go to sleep, just take another pill
Yeah, I bet you will. You rap about it, yeah, word, k-keep it real
I hear applause, all this time I couldn't see
How could it be, that the curtain is closing on me
I turn around, find a gun on the ground, cock it
Put it to my brain and scream "die Shady" and pop it
The sky darkens, my life flashes, the plane that I was supposed to be on crashes and burns to ashes
That's when I wake up, alarm clock's ringin', there's birds singin'
It's Spring and Hailie's outside swinging, I walk right up to Kim and kiss her
Tell her I miss her, Hailie just smiles and winks at her little sister
Almost as if to say..

[Chorus/Outro]
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel my pain
Just smile back
And when I'm gone, just carry on, don't mourn
Rejoice every time you hear the sound of my voice
Just know that I'm looking down on you smiling
And I didn't feel a thing, So baby don't feel no pain
Just smile back...
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 12/8/2010 alle 21:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Santiago's Way Il mio cammino è lungo solo quanto il timore dell'incertezza
post pubblicato in diario, il 6 agosto 2010
Avevo cominciato il Cammino di Santiago con l'intenzione di fare la tratta Léon-Finisterre; mi sono fermato 70 km dopo Léon perché non avevo più motivi per andare avanti, non vevo più domande da pormi e di certo non avevo deciso di intraprendere il cammino per motivi sportivi.

Alice è una ragazza di quelle che hanno la luce nel cuore.  Si corazza, forse, per proteggersi, come per ritrovare l'abbraccio forte e dolce della protezione paterna. Dietro questa, Lei è Camelot.
Da quanto mi ha detto questo viaggio le ha permesso di aggirare, se non addirittura risolvere, i diftti che già riconosceva come tali e questo ne dimostra una grande forza morale e una notevole capacità di astrazione.

L'incertezza domina il mondo e la sua prima ministra è la scarsità di tempo, mezzi o anche capacità.

La sua testa dura le ha permesso di chinare il capo e fare un passo in più, andare oltre ciò che a tratti ha considerato impossibile; Fra la strada percorsa e quella da percorrere ha sempre preferito la seconda.

Molti sono i motivi che inducono le persone a cominciare questo cammino, altri se ne trovano mentre il sole batte ed il vento batte il sole.

C'è chi lo fa per sport, chi lo fa per farlo, chi cerca Dio, chi lo vuole perdere, chi a Dio vuole provare la propria fede; chi vuole semplicemente farsi delle vacanze diverse, chi sfida se stesso e chi vuole solo comprendersi.

Io avevo deciso di farlo perché mi portavo sulle spalle dei dubbi. Dubbi che ora trovo sbagliati, perché chi cerca la certezza vuo dire che ha troppa paura per giungere alla verità.

Ho dubitato di me stesso, del mio pensiero e delle mie azioni. ora so che erano falsi problemi e che la poesia che scrissi a Laura non era tanto il motivo per cominciare il cammino, quanto quello per non farlo.

Dio è in tutte le cose, Dio è la legge morale; a Dio sono stato educato ed in particolare ad amare il prossimo, ponendom al servizio degli altri in modo gratuito e spontaneo.

Ogni tanto pecco in questo, anteponendo la mia persona a quella altrui, e me ne pento; ogni tanto perdo la strada e la mia coscenza morale mi riporta sulla giusta via.

Ora lo so, non mi piace peccare.

Ho scritto, e ne ero convinto, che godo della sofferenza provocata dalla deviazione della morale.

Capita a volte di pensare che il dolore sia un vero e proprio alimento dell'anima. Baudelaire scrisse molti versi sullo spleen, na depressione melanconica che cerca la depressione melanconica e vive divorando ogni sfogo materiale. Ogni bicchiere di vino o notte di sesso, ogni vizio del corpoassumono tinte fosche, ombrose, nere.

Ci provai anche io e ogni tanto ci sono riuscito ma è una via inutile perché totalmente individuale e il nichilismo individuale è lontano dal mio concetto di felicità.

Chiaro, questo è quel che vale per me e non pretendo di parlare per il mondo ma credo, e spero, che questo possa essere un buon ragionamento per molti.

Un piacere non è tale se non è condiviso. Come un orgasmo che se non si raggiunge assieme non dà la stessa soddisfazione; come una bottiglia di vino che, buona o cattiva che sia, è sempre migliore se bevuta con un caro amico. Lo stesso vale per un piatto di pasta e una passeggiata.

L'agire per se stessi non mi dà soddisfazione perché credo che la gioia, così come il dispiacere, debbano essere condivisi.

Kant mi ucciderebbe per questo ma la vera autonomia non si raggiunge come singoli agenti nell'imperativo categorico, quanto come comunità, che sia la famiglia, che siano gli amici o altro.

Ognuno è autonomo nel momento in cui si fa consciamente strumento della felicità dell'altro ma senza che l'altro la richieda e senza chiedere per questo nulla in cambio.

Così, con un esempio domestico abbastanza comune, l'uomo non deve far pulire la casa alla donna ma alzarsi dal divano ed aiutarla, spontaneamente.

Una Summa del Corano recita ( non me ne vogliano perché vado a memoria ) : Quando l'uomo guarda con amore la dona e la donna guarda con amore un uomo, Dio guarda con amore entrambi.  

Non mi azzardo, né permetto, di interpretare i testi sacri di qualnque religione ma estrapolo questa frase e la faccio mia, estendendone inoltre il significato a qualunque relazione sociale.

Kant vede un mondo di individui razionali, io preferisco affidarmi agli sguardi ed alle carezze.

Sarà capitato a chiunque di sentire che le persone vibrano come corde di chitarra, suonano di emozioni ed imparare a sentire ed ascoltare quel suono è l'unico vero modo per costruire un rapporto di "confidenza", nel senso proprio di "rapportarsi agli altri con fede".

Non è necessario dire la verità, non è quello l'obbligo morale più alto, né tantomeno la massima forma di rispetto su cui può fondarsi la società, anche se mentire resta comunque un comportamento sociale inadeguato.

La massima espressione del rispetto è la confidenza, il porsi in modo incondizionato nella disposizione sentimentale dell'aver fiducia.

Le menzogne, come i vari sgarbi ed errori comportamentali cui assistiamo e che viviamo in prima persona, proprio perché persone e dunque esseri imperfetti, non sono, né si possono considerare, il punto di rottura dei rapporti, né delle relazioni, né della società.

Se una persona si sente infatti intenzionata a mantenere un rapporto, non lo fa ( o non lo fa solo ) per motivi razionali ma irrazionali, e agire con la prima senza la seconda non porta ad essere veramente felici, poiché ci si sente a disagio.

E' il porsi nella condizione di avere fiducia, il disporsi moralmente in modo aperto all'altro  il vero imperativo categorico.

La domanda delle domande é : come posso "confidare" nell'altro ? Noi viviamo in un mondo estremamente individualista, specialmente nella nostra Italia, dove il mito di questo periodo pare essere quello del "io prendo tutto quello che posso prendere e se non resta nulla agli altri, vuol dire che sono stato migliore".

Questo è il mito comune, anche se resta un mito disprezzato, almeno da alcuni, almeno da me, e spero dalla gran maggioranza. E' tuttavia il mito vincente e questo mi disgusta.

Come fare dunque a svuluppare la "confidenza" in un mondo di persone che agiscono per loro stesse ?

Prima di tutto bisogna dire che agire in modo morale da un lato non vuol dire farsi mettere i piedi in testa, poiché è nel mondo che viviamo e vivere nell'auspicio è cosa da eremiti, da pazzi o da bonaccioni. Dunque il primo passo non può, e probabilmente nemmeno non deve, essere l'aprirsi a tutti.
Deve anzi essere prima un esperimento pedagogico. A noi manca una salda educazione sentimentale, facciamo fatica a gestire le nostre emozioni, spesso non le comprendiamo e dunque ancora più fatica si fa per comprendere e gestire le emozioni altrui.

Come individui il primo sforzo che dovremmo fare è quello di ricercare il significato delle emozioni che proviamo, dare il nome giusto a ciò che sentiamo in prima persona e a ciò che l'altro prova in una data situazione.

Aprirsi non deve significare farsi fregare, altrimenti il castello crolla e ne rimangono solo poche piccole pietre senza alcun significato se non quello di "fallimento".

Una volta che si è imparato a comprendere le emozioni, dandone un nome e un significato, a quel punto si può scegliere di dare senza chiedere ulla in cambio, senza mai chiedere, se non per bisogno.

Cercare se stessi, vivere l'incertezza come il momento più puro della possibilità di chiedersi chi si è e cosa si sta provando. Seneca diceva che una vita non meditata non merita di essere vissuta; non credo ci sia andato molto lontano.

Altre strade, per quanto appaganti nel breve periodo, a parer mio si rivelano inutili, se non addirittura deleterie. Non portano alla felicità, non portano al benessere, non portano alla verità, o addirittura obliano il senso della ricerca stessa.

Ieri ho conosciuto Alice, una ragazza che si è messa alla prova, ha riconoscuto i suoi difetti, ha provato a correggerli e solo per questo ci è riuscita.
Ho visto una ragazza con occhi profondi, che sanno essere freddi come il vento del mattino e caldi come il sole del pomeriggio.
Ieri ho conosciuto Alice e non ho dubbi, ho finito il mio cammino. Ho scoperto di essere felice perché non mi sbaglio nel mio sbagliare.
E' stato sufficiente uno sguardo e qualche kilometro per ricordarmi che non siamo solo corpi ma anche spiriti e che l'anima vibra di sentimenti.
E' stata la mia santiago, una tappa essenziale di un pezzo di questo cammino. Ieri mi ha domandato : quindi ti senti in pace con te stesso ?

Ho guardato dentro di me, poi ho guardato in alto, ho sospirato e sì, ho dovuto rispondere che sono in pace con me stesso.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 6/8/2010 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Santiago's Way /01
post pubblicato in diario, il 3 agosto 2010
primo giorno di viaggio, per ora nessuna luce sulla via di Damasco a parte un meraviglioso bicchiere di sidra e un'insalata russa favolosa ( addirittura meglio di quella de El Maestro!!! ).
Una gran botta di c*** mi e'capitata alla stazione degli autobus : pagati i biglietti alla macchinetta non ci eravamo accorti che ne stampava uno per persona, cosi' siamo rimasti con un biglietto in meno. Fortunatamente l'autista e' stato magnanimo e ha capito la soluzione ( quindi forse siamo a due illuminazioni in questa giornata ).

Abbiamo anche conosciuto un gruppo scout di Prato.

La cosa piu' insolita di oggi, oltre al panorama secco e arso della campagna casillana e' senzadubbio lo spinatore di sidra : era a forma di braccio che tiene alto il bicchiere e spara fuori in diagonale il liquido giallastro ed aspro per un metro dentro un bicchiere. Spettacolare.

Scappo, domani mi aspettano 22 km ... i primi veri 22 km, vediamo come ne vengo fuori O_o
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 3/8/2010 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2010
Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mihi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum

Catullo, V Carmina
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 29/7/2010 alle 20:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Olimpia, l'Odalisca e la Contessa, la potenza erotica della Persona velata
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2010
I seguenti 3 dipinti sono di autori diversi che non credo c'entrino nulla l'uno con l'altro ma nelle cui opere vedo la stessa forza.
Tre donne, dipinte con diversi stili e per diversi motivi, tre donne diverse ma le cui figure bucano il quadro, forse lo squarciano o ti invitano a farlo.

L'Olimpia di Manet, figura ripresa dall'iconografia ertico-pornografica dell'epoca destò grande scandalo fra i benpensanti, proprio per la potenza erotica, oltre che per lo stile innovatico che apriva la strada agli impressionisti francesi. La figura  era scandalosa non per la nudità, quanto perché il soggetto di questa nudità non è una figura classica, quanto una prostituta.



La seconda è una donna del ciclo delle Odalische di Marisse, uno dei miei quadri preferiti. La stanza calda ed assolata è un quasi un pretesto per dare forza all'Odalisca. Donna senza volto e quindi una donna qualunque, nuda nel caldo dell'estate della Francia mediterranea. Le odalische, tradizionalmente, erano schiave vergini, anche se la forza del guardar dritto verso lo spettatore difficilmente la può far immaginare come schiava di qualcuno.



Infine il ritratto di Amalia de Llano y Dotres, Condesa de Vilches. La prima era di certo una prostituta, la seconda probabilmente pure, anche se non si può dire, la voluta forza simbolica del colore invita lo spettatore al desiderio. Invece la terza è una donna in carne, ossa e vestito.



Di tutte e tre è questa quella che più mi ha colpito e che mi ha spinto a scrivere questo post. Donna vera, dinamica che non si rinchiude nella sola dimensione di oggetto di desiderio.

Tutte e tre riescono a dialogare con chi le osserva ma solo questa ultima ha una personalità piena e visibile, resa viva da uno sguardo e da un viso accomodante, furbo e gioioso. Solo con questa si va oltre la dimensione scandalistica/erotica, solo questa non è anonima.

Delle tre è l'unica che ha una storia sociale da protagonista che si vorrebbe conoscere. L'unica che si vorrebbe "svelare", non solo perché è l'unica a non essere nuda ma anche perché è la sua persona ad essere posta al centro e non la sua "professione", con l'intento strumentale di far scandalo o per richiamare una qualche pulsione.
Il velo è più erotico ma solo se al vestito si aggiunge la curiosità per la persona.

Tre quadri meravigliosi, con una forza crescente dalla frattura dello scandalo, all'emotività fatta colore, per poi tornare al più antico dei tre e ritrovare una donna che non è strumento ma soggetto.

Ovviamente sono tutte opinioni personali e non necessariamente corrette.
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 29/7/2010 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
25 Aprile
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2010

Il Comune di Briosco celebrerà i Caduti e Padri della Patria Domenica 25 Aprile :

Briosco, 9,30 in Piazza della Chiesa

Capriano, 10,00 in Piazza Annoni

Fornaci, 10,30 in Parrocchia

<< La sensazione che si è provata in questi giorni si può riassumere senza retorica in questa frase : si è ritrovata la Patria! Ah, che respiro! Ci si può parlare, si può dire il nostro pensiero chiaro, per la strada, in ferrovia, al contadino che lavora sul campo, all'operaio che passa in bicicletta [...]. C'è in questi discorsi detti più che con ira con commozione, una tenerezza tremante che sta sotto alle parole comuni : questa tenerezza è la Patria. Ci siamo ritrovati. Siamo Uomini anche Noi. Una delle colpe più gravi del fascismo è stata questa : uccidere il senso della Patria [...]. Si è avuta la sensazione di essere occupati dagli stranieri : questi italiani fascisti, che accampavano sul nostro suolo, erano in realtà degli stranieri. Se erano italiani loro, noi non eravamo italiani. [...] >> Dal Diario di Piero Calamandrei, estratto dalla raccolta di saggi di Norberto Bobbio "Dal Fascismo alla Democrazia", a cura di M. Bovero ( pagg. 355, € 8.90 )

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=55yCQOioTyY&feature=related]

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

La Resistenza ItalianaANPI ( Associazione Nazionale Partigiani Italiani ), CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale ),La Costituzione della Repubblica Italiana .

W L'ITALIA ANTIFASCISTA, DEMOCRATICA E REPUBBLICANA!

by Cons. Andrea Longoni

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 24/4/2010 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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