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Provarci è bene, riuscirci è meglio
Francesca Balzani, PD : Varato il Reddito Minimo Europeo
post pubblicato in Partito Democratico, il 5 ottobre 2010
IN CAMPAGNA elettorale, ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia. «Non succederà - metteva le mani avanti, scaramanticamente - ma se divento eurodeputato la prima cosa che provo a far approvare è il "reddito minimo europeo", la garanzia - per chi rimane senza lavoro o non ne riesce ancora a trovare uno - di uno stipendio decente». Francesca Balzani è una donna molto cocciuta. Prima è riuscita a farsi eleggere eurodeputato e adesso, giovedì scorso, ha mantenuto la promessa: sarà targato Genova il reddito minimo europeo, una garanzia di solidarietà sovranazionale che permette - a chi ha perso il posto e a chi, laureato o diplomato, non è ancora riuscito a trovarlo - di rivolgersi tranquillamente al mercato del lavoro, senza l' assillo di trovare gli euro per il pane o il latte. [continua a leggere su Repubblica Genova]
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 5/10/2010 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
spot audio fiaccolata antimafia 9 ott 2009
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 4 ottobre 2010

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il rumore che confonde
post pubblicato in pensieri politici, il 30 settembre 2010
Ieri sera ho cominciato a monitorare le homepage dei giornali online per vedere cosa sarebbe uscito dalla giornata e dalle dichiarazioni di voto.
Ho scoperto, con un po' di tristezza, che Bersani è scomparso dai media.
Passi il titolone principale sull'incertezza dei rapporti Berlusconi/Fini, nonché della Lega che ovviamente deve fare uscite pesanti per capire quanta forza ha ancora all'interno della maggioranza.
Quello che più mi colpisce però è che il discorsino, francamente trito e ritrito, di di pietro è riuscito a nascondere, a far passare in secondo piano un meraviglioso discorso di Bersani.

Vi invito ad ascoltarli entrambi e a confrontarli : di pietro - bersani

Il discorso del leader dell'italia dei valori è un'offesa continua e concentrata sul presidente del consiglio. Ha detto balle ? no. Ha proposto qualcosa ? no.
Ha riprodotto ancora quel solito discorsetto che si sente, quel provinciale lamentarsi che tanto piace, purtroppo, a parte di Noi italiani. E' un discorso che parla di ieri e al più arriva all'oggi, non vede e non va oltre la solita tiritera. Risultato ? prima pagina. Prima pagina per lui e per la politica delle chiacchere ( o dell'urlo ).

Il Discorso di Bersani invece è aperto, propositivo, ha una prospettiva, fa una critica a tutto tondo verso berlusconi in primo piano, al governo e ai partiti che lo appoggiano. E' un discorso carico ed energico che con la giusta buona educazione che deve essere mantenuta nello spazio pubblico è capace di attaccare con forza la maggioranza ed oltrepassarla con le idee. Risultato ? sui giornali è stato messo dopo di pietro.

Si chiede al Partito Democratico di fare opposizione ma di essere propositivo e quando succede ne risulta la cancellazione dallo spazio mediatico. Si dice che il Partito Democratico pecchi sul livello comunicativo ma è un po' che mi chiedo se non siano le comunicazioni a peccare di partito democratico.
Le informazioni sul PD arrivano solo ed esclusivamente quando si alza qualche voce critica al suo interno, il che dovrebbe essere la regola dato che siamo un partito "Democratico" ( anche se, sapendolo, ogni tanto qualcuno dovrebbe contenersi - parere mio - ). Quando invece si lancia una campagna, quando si fanno i dibattiti alle feste, con la possibilità di parlare faccia a faccia con un Deputato o un Senatore, l'informazione scompare, salvo contestazioni.

E quando poi viene fatta un'azione positiva il risultato è : "è vero che è andata così, però la legge sul conflitto di interessi ?", oppure "ma sono venti anni che ne parlano".

Dunque in questo quadro di politica malata non c'è forse anche un'informazione malata ? Un'informazione che ha deciso, in modo inconscio, di riprodurre uno schema adattandovi la realtà e non di riprodurre la realtà adattandovi gli schemi ?
Idem vale per i circuiti di informazione alternativa di associazioni e singoli.

Credo che in questo paese ci sia un ciclo di disinformazione che si alimenta di se stesso, che crea disvalori, che crea un mercato del linguaggio volgare e violento. Chiamiamolo populismo e c'è chi non lo tollera.
Dai Vaffanculo di Grillo, agli urli dell'idv, a quelli della lega. Questo è lo show che il pubblico è disposto a pagare e i media pronti a vendere : la rappresentazione tragica di un paese che scivola verso a morte, l'urlo liberatorio in un momento di solidità e galvanizzazione dello spirito. I giornali che ne parlano, la comunità internet che ne parla "E IO C'ERO!". E Vaffanculo! ragazzi miei, vaffanculo anche un po' a voi. Poiché questa soddisfazione galvanizzate non è altro che una masturbazione : fine a se stessa e senza prospettiva.

Diamoci una mano a rompere questo ciclo.
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Bersani, Dichiarazione di Voto
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 29 settembre 2010
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 29/9/2010 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Fiaccolata Antimafia PD-GD di Monza e Brianza
post pubblicato in Partito Democratico, il 28 settembre 2010

Democratici Antimafia : Illuminiamo il Silenzio! - 9 Ottobre, ore 16.30

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Da anni sappiamo che la Brianza non è immune al fenomeno mafioso ma, in questi tempi di ristrettezza economica, grazie all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura e di grandi uomini e donne ormai simboli viventi dell’antimafia, ne stiamo percependo i confini e i metodi. Abbiamo ormai compreso che i mafiosi non girano in coppola e lupara ma, come dice il procuratore W. Mapelli, indossano «Giacca, cravatta e (hanno) facce per bene, la criminalità si mimetizza in società e istituzioni».

[Continua a leggere sul blog Giovani Ddemocratici MB]

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Le ragioni del sindaco di adro
post pubblicato in pensieri politici, il 16 settembre 2010
il sole delle alpi non è il simbolo della lega. E' vero, geneticamente non lo è; in realtà è un simbolo ricorrente in varie parti del mondo e prende diversi nomi : fra i quali "flower of life".
Solo poi è stato adottato dalla lega che gli ha affibiato quel nome e lo ha usato come simbolo.

Ma attenzione, ora vi do uno scoop che vi farà rabbrividire : l'Ulivo non è il simbolo del Partito Democratico.
Estrapolato dalla liturgia Cattolica della "Domenica delle Palme" è un segno di pace, quindi perché non disegnarlo sulle pareti di tutte le scuole pubbliche ? e sui banchi, e sulle vetrate e sulle sedie, e sulle cattedre, e nel cortiletto, e piantare un bell'ulivo in mezzo al prato.

Signor Sindaco di Adro, mavvaffanculova!
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Care "Compagne" e Cari "Compagni",
post pubblicato in pensieri politici, il 22 giugno 2010
Care "Compagne" e Cari "Compagni",

apro così ma con goliardia, perché solo di goliardia si può trattare. Oggi ho cercato di andare sul sito de IlFattoQuotidiano per tutto il giorno e, quando ci sono riuscito, ecco un bell'articolone sul fatto che 5 ragazzi hanno chiesto al nostro Bersani di chiuderla con la parola "compagni".
Mah ... vi dirò ... mi sembra una gran sciocchezza. Sarò un romantico, o forse uno che cerca di capire il senso delle parole, ma non capisco cosa ci sia di male.

In altri paesi i partiti comunisti, socialisti e socialdemocratici usavano, ed usano, la parola "camerati", poiché eran partiti di lotta; la sinistra italiana ( e non solo ) ha preferito la parola "compagni", che indica la commensalità ( da cum-panen ). Mi chiedo cosa ci possa essere di più italiano di questo.

La polemica non è sterile, è sostanziale, poiché le parole contano, hanno significati e storie, hanno radici, tronchi, rami e frutti. Soprattutto, le parole evolvono solo in parte, poiché da un lato si adeguano al mondo che le circonda e dall'altro restano attaccate al loro significato etimologico ( e compagno non è camerata, e amico non è compagno, e nessuno di questi è "democratico" ).

Le parole indentificano, distinguono, sfumano. Una pera non è una mela, anche se sono entrambi frutti e una "pera williams" non è una "pera decana". Perdere, o addirittura provare a boicottare, le parole, è un modo per omogeneizzare ( o per provare a farlo ), far di tutta l'erba un fascio. Ma il Partito Democratico non era nato per integrare culture ( politiche ma non solo ) differenti ?

Perché dunque boicottare ? perché non accettare le parole come parte di una storia che diventa comune ? perché cercare di perdere ciò che i nostri padri e i nostri nonni hanno fatto, cancellandolo con il bianchetto ? Perché prendersela sempre con le parole ?

E ancora, quand'è che una parola può dirsi"sostituibile" ?
 
Il Partito Democratico non si sarebbe potuto chiamare in nessun altro modo, l'etimologia delle vecchie parole "socialista","socialdemocratico" e limitrofe non hanno più sostanza, il loro etimo è sradicato dalla realtà contemporanea, si perde in tradizioni che non sono più in grado di rispondere al nuovo mondo.
Ma cosa c'entravano le Feste de l'Unità ? perché cambiare quel nome ? la parola "Unità" non indica solo un giornale fondato da Gramsci, indica molto di più, ed anzi sarebbe potuta essere un motivo di rilancio del significato che era comunque quantomai necessario.

Credo che ci sia sempre una lotta fra tradizione e innovazione, credo che sia sempre difficile comprendere quando un palazzo si dice "vecchio" e quando si possa dire "antico", e quindi storicamente ed attualmente interessante. 
Prima di cancellare, o provare a boicottare, qualcosa, e a maggior ragione le parole, bisognerebbe chiedersi quanto queste possano ancora dire, raccontare una storia, generare e trasmettere valori. 
La parola compagni, per me, è ancora densa di significati, forte sia nella forma che nella sostanza; quindi no, non si può cancellare, e chiamatemi ancora Compagno. 
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 22/6/2010 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SEGRETARIO : TI VOGLIAMO COSI'!
post pubblicato in Partito Democratico, il 23 maggio 2010
Bersani sulla Riforma Gelmini, è una Cagata Pazzesca! ma non dimentico neanche la magistrale risposta al radical chic Marco Travaglio ( dal minuto 5,40 c.a ).

Ti Vogliamo Così!
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Cari compagni Democratici
post pubblicato in Partito Democratico, il 26 aprile 2010
non so voi ma a me manca questo :



Ma come cavolo hanno fatto ad annegare tutto questo entusiasmo?!?!?!?!?!!!!!!!!!!
Soprattutto : come possiamo fare a ritrovarlo ?

P.S. ringrazio i Giovani Democratici di Milano che avevano prodotto questo video e il Grandissimo Walter che ci ha regalato tanti bei momenti.
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Ho la soluzione per il Partito Democratico
post pubblicato in pensieri politici, il 14 aprile 2010

C'è chi parla di Partito Federale, c'é chi azzarda ipotesi di partito confederato, c'è chi invece parla di partito nazionale; c'è chi parla di modello bocciofila ( o partito strutturato ) e chi invece di partito liquido ( poi con ritrattazione : aperto ma non liquido ) .

Ora come ora ci sono circoli ( o sezioni, per gli affezionati del classico ), federazioni provinciali, federazioni regionali, federazione nazionale, tutti con propri organismi ( segretario, segreteria, direzione, assemblea ), giovanile inclusa. Un quantitativo di iscritti enorme, una massa di elettori delle primarie difficilmente calcolabile. Abbiamo Senatori, Deputati, Consiglieri, Presidenti, Assessori di ogni ordine e grado e Sindaci : e ognuno va un po' per i fatti suoi.

Quindi io dico : e se smettessimo con le masturbazioni mentali ( quelle sì che rendono ciechi ) sulla forma partito e cominciassimo a lavorare sui contenuti ?

Io sarei anche per un partito federale ma mi sono accorto che la richiesta non deriva da una necessità di maggiore adesione al territorio, quanto alla creazione di spazi di confronto politico per assumere decisioni; richiesta che deriva dal fatto che nessuno ha idea di chi prenda le decisioni, di dove queste vengano prese, del perché queste vengano prese e, soprattutto, se vengono prese. Quindi mi chiedo se non sia il caso di smetterla di parlare di forma partito e lavorare su una qualunque forma. Ha vinto la bocciofina nazionale, vada per la bocciofila nazionale, purché si faccia senza troppe tiritere. Altrimenti arriveremo alle prossime scadenze elettorali che ancora non avremo idea di come sia strutturato il partito e senza struttura ( ripeto, una struttura qualunque ) non può esserci dibattito, perché manca il fondamentale, ovvero lo spazio per interloquire e le persone con cui interloquire . Insomma, posso anche avere tutte le idee che voglio ma se non capisco a chi devo riferirle, campa cavallo che l'erba cresce.

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