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Provarci è bene, riuscirci è meglio
spot audio fiaccolata antimafia 9 ott 2009
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 4 ottobre 2010

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Bersani, Dichiarazione di Voto
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 29 settembre 2010
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 29/9/2010 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Fiaccolata Antimafia PD-GD di Monza e Brianza
post pubblicato in Partito Democratico, il 28 settembre 2010

Democratici Antimafia : Illuminiamo il Silenzio! - 9 Ottobre, ore 16.30

Iscriviti all'Evento su Facebook.

Da anni sappiamo che la Brianza non è immune al fenomeno mafioso ma, in questi tempi di ristrettezza economica, grazie all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura e di grandi uomini e donne ormai simboli viventi dell’antimafia, ne stiamo percependo i confini e i metodi. Abbiamo ormai compreso che i mafiosi non girano in coppola e lupara ma, come dice il procuratore W. Mapelli, indossano «Giacca, cravatta e (hanno) facce per bene, la criminalità si mimetizza in società e istituzioni».

[Continua a leggere sul blog Giovani Ddemocratici MB]

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Nessuno Tocchi i BLog
post pubblicato in pensieri politici, il 24 luglio 2010

NESSUNO TOCCHI I BLOG

Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni: i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Aboliamo questa norma

Il mese scorso avevamo denunciato come al Senato la maggioranza, approvando il ddl intercettazioni, rendeva più difficile la vita ai blogger e ai siti internet prevedendo un obbligo di rettifica. Parte della maggioranza aveva promesso di tornare su quella norma ma ora alla Camera si sono rimangiati tutti gli impegni, lasciando l'art.1, comma 29, che prevede l'obbligo di rettifica per blog e siti internet.
Ma si può rischiare una maxi-multa perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa. Non c'è stato
ascolto rispetto a un'indicazione molto chiara che viene dall'universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. Ma c'è ancora la possibilità, se si vuole, di abolire questo bavaglio digitale alla ripresa del dibattito nell'aula della Camera.
Il Pd si è già impegnato e chiede a tutti di sostenere la battaglia per la libertà sulla rete, senza censure, mandando un'e-mail ai capigruppo di tutti i partiti alla Camera per chiedere l'abolizione di questa norma”.

Stefano Di Traglia,
Matteo Orfini,
Paolo Gentiloni,
Vincenzo Vita,
Giuseppe Civati,
Pina Picierno.

COSA PUOI FARE:

- firma l'appello nella colonna a destra
- Scrivi a Fabrizio Cicchitto Capogruppo del PDL alla Camera
- Scrivi a Marco Reguzzoni Capogruppo della Lega Nord alla Camera
- Scrivi a Siegfried Brugger Capogruppo del gruppo Misto alla Camera
- Scrivi a Pier Ferdinando Casini Capogruppo dell'UDC alla Camera
- Scrivi a Massimo Donadi Capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera.
- metti il badge sul tuo sito, blog
- facci sapere se metti il badge inserendo il link nei commenti
-metti l'appello come status su facebook utilizzando il facebook connector
-usa il nostro post it come avatar su facebook e twitter

NESSUNO TOCCHI I BLOG

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permalink | inviato da AndreaLongoni il 24/7/2010 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Care "Compagne" e Cari "Compagni",
post pubblicato in pensieri politici, il 22 giugno 2010
Care "Compagne" e Cari "Compagni",

apro così ma con goliardia, perché solo di goliardia si può trattare. Oggi ho cercato di andare sul sito de IlFattoQuotidiano per tutto il giorno e, quando ci sono riuscito, ecco un bell'articolone sul fatto che 5 ragazzi hanno chiesto al nostro Bersani di chiuderla con la parola "compagni".
Mah ... vi dirò ... mi sembra una gran sciocchezza. Sarò un romantico, o forse uno che cerca di capire il senso delle parole, ma non capisco cosa ci sia di male.

In altri paesi i partiti comunisti, socialisti e socialdemocratici usavano, ed usano, la parola "camerati", poiché eran partiti di lotta; la sinistra italiana ( e non solo ) ha preferito la parola "compagni", che indica la commensalità ( da cum-panen ). Mi chiedo cosa ci possa essere di più italiano di questo.

La polemica non è sterile, è sostanziale, poiché le parole contano, hanno significati e storie, hanno radici, tronchi, rami e frutti. Soprattutto, le parole evolvono solo in parte, poiché da un lato si adeguano al mondo che le circonda e dall'altro restano attaccate al loro significato etimologico ( e compagno non è camerata, e amico non è compagno, e nessuno di questi è "democratico" ).

Le parole indentificano, distinguono, sfumano. Una pera non è una mela, anche se sono entrambi frutti e una "pera williams" non è una "pera decana". Perdere, o addirittura provare a boicottare, le parole, è un modo per omogeneizzare ( o per provare a farlo ), far di tutta l'erba un fascio. Ma il Partito Democratico non era nato per integrare culture ( politiche ma non solo ) differenti ?

Perché dunque boicottare ? perché non accettare le parole come parte di una storia che diventa comune ? perché cercare di perdere ciò che i nostri padri e i nostri nonni hanno fatto, cancellandolo con il bianchetto ? Perché prendersela sempre con le parole ?

E ancora, quand'è che una parola può dirsi"sostituibile" ?
 
Il Partito Democratico non si sarebbe potuto chiamare in nessun altro modo, l'etimologia delle vecchie parole "socialista","socialdemocratico" e limitrofe non hanno più sostanza, il loro etimo è sradicato dalla realtà contemporanea, si perde in tradizioni che non sono più in grado di rispondere al nuovo mondo.
Ma cosa c'entravano le Feste de l'Unità ? perché cambiare quel nome ? la parola "Unità" non indica solo un giornale fondato da Gramsci, indica molto di più, ed anzi sarebbe potuta essere un motivo di rilancio del significato che era comunque quantomai necessario.

Credo che ci sia sempre una lotta fra tradizione e innovazione, credo che sia sempre difficile comprendere quando un palazzo si dice "vecchio" e quando si possa dire "antico", e quindi storicamente ed attualmente interessante. 
Prima di cancellare, o provare a boicottare, qualcosa, e a maggior ragione le parole, bisognerebbe chiedersi quanto queste possano ancora dire, raccontare una storia, generare e trasmettere valori. 
La parola compagni, per me, è ancora densa di significati, forte sia nella forma che nella sostanza; quindi no, non si può cancellare, e chiamatemi ancora Compagno. 
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 22/6/2010 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SEGRETARIO : TI VOGLIAMO COSI'!
post pubblicato in Partito Democratico, il 23 maggio 2010
Bersani sulla Riforma Gelmini, è una Cagata Pazzesca! ma non dimentico neanche la magistrale risposta al radical chic Marco Travaglio ( dal minuto 5,40 c.a ).

Ti Vogliamo Così!
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Ecco la Casta: la maggioranza vota no ai soldi per i lavoratori
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 28 aprile 2010

Ecco la Casta: la maggioranza vota no ai soldi per i lavoratori

di Andrea Carugatitutti gli articoli dell'autore

Eccola qui la Casta, nel senso più deteriore del termine. Martedì pomeriggio, Camera dei deputati. Aula piena, si votano «misure straordinarie per il sostegno del reddito e la tutela di determinate categorie di lavoratori». Il gruppo Omega, ad esempio, quello che comprende i dipendenti dell’ex Eutelia: migliaia di lavoratori da mesi senza stipendio, e senza neppure la cassa integrazione. E invece niente, il centrodestra ha detto no. Niente soldi per i lavoratori, che a gennaio avevano fatto un sit-in bloccando per ore via del Corso, davanti a palazzo Chigi, e ricevendo vaghe promesse.

Tavoli su tavoli, ma neanche una lira. Tutti rossi, ieri pomeriggio, i pulsanti sui banchi del centrodestra: 261 no, tra chi leggeva le pagine sportive dei giornali, chi stava al cellulare, chi rideva e chiacchierava in capannelli. No anche all’allungamento della cassa integrazione ordinaria da 12 a 18 mesi, per dare fiato alle aziende in crisi: altri 261 no, senza una crepa tra i banchi della maggioranza, niente finiani dissidenti stavolta. Erano i due emendamenti che il Pd aveva portato in aula (si è riusciti a votarli solo dopo che Fini ha accolto la richiesta di Franceschini, la maggioranza avrebbe voluto insabbiare la legge in Commissione) per salvare le due proposte, che fino alla settimana scorsa erano state pazientemente cucite riuscendo ad avere l’ok del centrodestra. Poi il dietrofront: «Non ci sono le coperture», hanno spiegato i berluscones, su mandato di Sacconi e Tremonti. «Falso», secondo i democratici, che hanno proposto di mettere mano «al fondo per gli straordinari, che è dormiente, visto che da quando è iniziata la crisi non se ne fanno più», come ha spiegato Cesare Damiano. «Si poteva anche tassare del 2% i redditi sopra i 200mila euro».

BERSANI: UNA VERGOGNA «Una vergogna, davvero scandaloso che il governo si arrampichi sui vetri per non dare risposte vere a chi ha ammortizzatori in scadenza e chi è da tempo senza protezione», dice Bersani, in aula come tutti i big del Pd. E Franceschini: «Quando sono nei loro territori chiedono interventi per i lavoratori, poi vengono qui e votano contro...». Sui banchi del governo il sottosegretario al Welfare Viespoli, che sulla cig rimanda alla «riforma organica» e sull’Eutelia dice: «Da tempo è aperto un tavolo a palazzo Chigi...». «E cosa mangia la gente, i tavoli?», gli risponde Bersani. Mentre Fabrizio Potetti, che segue la vicenda per la Fiom, spiega: «Da gennaio il tavolo non è più stato convocato, almeno 1200 persone sono senza stipendio da novembre e per avere materialmente in tasca la cassa integrazione passeranno altri mesi. Quella norma poteva dare un po’ di sollievo». Poteva, appunto, ma il centrodestra ha detto no. Non sono serviti i numerosi appelli dai banchi delle opposizioni (unitissime, in questa occasione), dal moderato Udc Delfino («Altro che tavoli, il governo dovrebbe aprire i cordoni della borsa)», fino a Barbato dell’Idv che ha parlato di un «governo da rincorrere in piazza con i forconi». Nel mezzo tanti deputati Pd, tutti a ricordare i mutui di quelle famiglie che non arrivano a fine mese, a chiedere alla maggioranza «un gesto di civiltà».

L’IMBARAZZO DEI LEGHISTI In imbarazzo il relatore Cazzola (Pdl), che aveva lavorato all’intesa col Pd e poi si è rimesso in riga: «Mi assumo la mia parte di responsabilità». E anche i leghisti, tanto che il governatore e capogruppo Cota, dice Bersani, «è uscito è dall’aula al momento del voto sull’Eutelia». E replica piccato al leader Pd: «Stia zitto, entro lunedì saremo in grado come Regione Piemonte di provvedere con la cassa integrazione in deroga per Eutelia». E Sacconi: «Tutto un problema creato sul nulla, trovatemi un solo cassintegrato che avrà danni da questa norma».

da l'Unità del 28 aprile 2010
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permalink | inviato da AndreaLongoni il 28/4/2010 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Cari compagni Democratici
post pubblicato in Partito Democratico, il 26 aprile 2010
non so voi ma a me manca questo :



Ma come cavolo hanno fatto ad annegare tutto questo entusiasmo?!?!?!?!?!!!!!!!!!!
Soprattutto : come possiamo fare a ritrovarlo ?

P.S. ringrazio i Giovani Democratici di Milano che avevano prodotto questo video e il Grandissimo Walter che ci ha regalato tanti bei momenti.
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Noi Lombardi, figli della serva
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 20 marzo 2010

Anche per noi lombardi. Perché è giusto che tutti i giornali aprano, oggi, su Frisullo e sull'indagine pugliese (seguiremo il lavoro dei magistrati, nelle prossime settimane, per verificare se queste accuse abbiano un fondamento). Vendola aveva chiesto che si facesse da parte alla prima avvisaglia, ben prima che Frisullo ricevesse anche soltanto un avviso di garanzia. Chiede pulizia, Vendola, e dice di fidarsi della magistratura. Ora, passiamo in Lombardia. Prosperini - assessore che ha 'rischiato' di diventare, nel 2008, vicepresidente della giunta - ha patteggiato, ammettendo la propria colpevolezza nei confronti delle accuse che gli venivano portate (truffa e turbativa d'asta). Un secondo filone delle indagini ha messo in evidenza i suoi rapporti con un regime dittatoriale, un traffico di "barchete" e forse di armi e un bel po' di tangenti pagate direttamente al Pirellone, secondo l'accusa. Perché, quando si seppe delle indagini che interessavano Prosperini e il suo entourage (più di un anno fa), Formigoni non fece come Vendola? Perché il purissimo Formigoni ha atteso i giorni successivi all'arresto di Prosperini per ritirargli le deleghe? Perché i giornali ne parlano solo nelle pagine locali, localissime, come se fosse un fatto personale di Prosperini. Perché la politica lombarda ha abbandonato il suo assessore più popolare e più votato nella città di Milano? Perché Formigoni non ha ritenuto di dover condannare il comportamento del suo collega e 'delegato' e di tutelare l'istituzione che rappresenta a nome dei cittadini lombardi rispetto a capi di imputazione così gravi? Perché non ha più detto nulla, dopo averlo paragonato a Alberto Stasi (!) e essersi detto sicuro della sua innocenza, accusando i magistrati di sbagliare spesso? Perché, dal momento che era lui a sbagliarsi, non chiede scusa? Perché si rimprovera Vendola all'insegna del più classico dei "non poteva non sapere" e a Formigoni non si chiede come mai, un suo assessore, girava per il mondo con intenti che, se fossero confermati, sarebbero da considerare spregevoli? Perché la politica estera, vero fiore all'occhiello di Formigoni (sì, ciao) non è più citata dal presidente? Perché la bambina di Haiti con la quale Formigoni (anche oggi, sui giornali, come salvatore dell'umanità) si è fatto fotografare un milione di volte dovrebbe essere diversa da una bambina eritrea? Perché in Lombardia le vicende giudiziarie (arresti su arresti di personale politico o vicino alla politica e a un certo movimento culturale, religioso e - soprattutto - politico) sono casi isolati, mentre quello pugliese, si legge, era un sistema? Perché, insomma, non ci meritiamo un bel titolo anche noi? Che siamo, noi lombardi, i "figli della serva"?

Ho rubato l'articolo dal blog di Pippo Civati ( e gli ho cambiato il titolo )

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Prima la Persona, poi i simboli di partito
post pubblicato in Partito Democratico, il 18 marzo 2010
Cara Brianzola, Caro Brianzolo,

questo è un post elettorale solo per metà, nel senso che non voglio calcar la mano sul candidato ed il partito che io ho scelto di votare, quanto esprimere una mia opinione, che spero tu condivida, sulle opportunità del voto alle regionali.

Le elezioni che si terranno il 28 e 29 marzo ci daranno infatti la possibilità di votare e scegliere i Nostri Candidati al Consiglio Regionale; non quindi di mettere una "x" su una lista bloccata di persone paraculate ma di premiare i candidati in base ai loro meriti, alle loro idee ed alla loro personalità.

Per questo il mio slogan personale non è "vota PD, scrivi Civati" ma "Scrivi Civati, Vota PD", poiché i simboli di partito contano meno, per non dire nulla, sulle capacità di chi andiamo ad eleggere.

Purtroppo, nell'Europa Continentale è passato un po' come normale che i cittadini diano il loro voto al partito, quando vogliono premiarlo, oppure che si astengano dal voto, quando vogliono bocciarlo. 
Nemmeno si trattasse religioni cui affiliarsi per tutta la vita, limitandosi solo, in alcuni periodi, ad allontanarvisi.

Non è così, fortunatamente, quindi possiamo scegliere di cambiare e farci noi stessi artefici del nostro consiglio regionale, senza lasciarlo a qualche gerarca o gerarchino di partito cui interessano più l'interesse dei suoi che non quello dei cittadini.

Insomma, il mio invito, per chi abita nella nuova provincia di Monza e Brianza, è di votare per Pippo Civati, candidato nelle liste del Partito Democratico, ma di votarlo non perché del PD, quanto per la sua passione civica, la sua capacità di essere lungimirante, la vicinanza al cittadino, il suo impegno concreto per l'ambiente e le energie rinnovabili, per il lavoro, per lo sviluppo economico della Lombardia.

Io Scrivo Civati perché non è il classico politico che parla tanto e agisce poco, né quello di nuova generazione che agisce senza discutere coi cittadini su quello che vuol fare ( solo le galline e questi politici riescono a muoversi senza aver bisogno della testa ). 
Pippo è un politico che sa discutere quando è il momento di discutere ed agire quand'è il momento di agire, rendendo sempre conto a noi concittadini, con la sua presenza fisica e con il suo blog, della sua attività consigliare.

Voglio quindi invitarti non a mettere la croce su un simbolo ma a scrivere chiaramente un nome. 
Io scriverò Civati, spero lo faccia anche te.

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